
L’International Women’s Day viene celebrata l’8 marzo da molte aziende, le quali pubblicano campagne social e organizzano eventi per celebrare il contributo delle donne nel mondo del lavoro. Sorge, però, un dubbio legittimo dietro queste iniziative simboliche: si tratta di un reale impegno verso l’uguaglianza o è solo una mera strategia di marketing?
La presenza femminile nei team
La presenza delle donne all’interno di un team va oltre l’effettiva lotta per la parità dei sessi. Si tratta di vera e propria efficienza di un’azienda. In uno studio di Harvard Business Review è emerso che le aziende con diversità di genere al loro interno riportino effetti positivi sui loro rendimenti. Maggiori saranno le quote rosa con un ruolo dirigenziale all’interno di un’azienda, maggiori saranno i profitti.

I team diversificati forniscono visioni diverse nei processi decisionali, aumentando del 20% le possibilità di prendere decisioni più convenienti per l’azienda e alzare gli standard. Ma non solo.
I team con oltre il 30% di donne all’interno della dirigenza dispongono di una maggiore probabilità di superare la media dei rendimenti finanziari del settore, ottenendo un reale vantaggio finanziario.
I dati sono evidenti, ma i fatti dicono altro. Da una ricerca effettuata su una grande catena di vendita al dettaglio nordamericana, da economisti del MIT Sloan School of Management, della University of Minnesota e della Yale School of Management, ad oggi la quota femminile è sottorappresentata.
Le donne, al 14% in meno, sono propense ad essere promosse rispetto ai loro colleghi maschi.
C’è un fenomeno chiamato “broken rung”. Descrive come molte donne trovino ostacoli già nell’affacciarsi al mondo del lavoro, e nelle prime fasi di avanzamento professionale.
Le possibilità di arrivare ai gradini più alti delle gerarchie aziendali, si riducono drasticamente.
L'imprenditorialità femminile in crescita

Malgrado le difficoltà, è in crescita il numero di donne che aprono una propria startup e nuove imprese. In Italia, il 22% delle aziende è guidato interamente da donne.
Sebbene l’imprenditorialità femminile stia crescendo, le imprese fondate da donne ricevono meno investimenti rispetto alle aziende avviate da uomini.
Tra le maggiori imprese italiane gestite e create da donne troviamo:
- Miuccia Prada, direttrice creativa di Miu Miu e co-direttrice creativa di Prada
- Massimiliana Landini Aleotti, presidente del gruppo farmaceutico Menarini
- Giuliana Benetton, una delle co-fondatrici del Gruppo Benetton, il marchio di moda italiano.
- Isabella Seràgnoli, che controlla interamente il Gruppo Coesia.

Che il potenziale femminile sia sottovalutato dagli investitori o celebrato solo durante l’8 marzo attraverso campagne pubblicitarie, rappresenta semplicemente un altro gradino che molte donne continuano a salire. Nonostante ostacoli e giudizi, infatti, il talento femminile si dimostra una leva strategica di innovazione, competitività e crescita economica
Valentina Caltagirone
Junior Marketing & Communication Consultant



