Silicon Valley Bank: il fallimento che ha segnato la storia degli Stati Uniti

Silicon Valley Bank

A cura di Giuseppe Della Greca & Marco Bellomo

Introduzione e descrizione

La Silicon Valley Bank fino al 2023 era la più grande banca per depositi di tutta la Silicon Valley, meta di tutte le Start-Up tech sostenute dal venture capital. Oggi è il secondo fallimento più grande della storia degli Stati Uniti, dopo la crisi del 2008.

Soltanto in un aspetto la SBV sta nel gradino più alto del podio rispetto alla crisi del 2008, cioè nel fatto che paragonando il fallimento di ogni singola banca del 2008 con il fallimento della SBV quest’ultimo è nettamente considerato quello più grande.

  • Il 9 Marzo del 2023 la SBV ha subito una perdita in bilancio di 1,8 mld di dollari sulla vendita di titoli del Tesoro non riuscendo ad impattare bene l’onda dell’aumento dei tassi di interesse causata dalla Federal Reserve per combattere l’aumento dell’inflazione. Ciò ha provocato una sfiducia generale e una massiccia fuga di capitali che ha portato, il 10 marzo, il Dipartimento per la protezione finanziaria a chiudere quella che di qui a qualche giorno sarebbe entrata nella storia come il fallimento della banca più grande della Silicon Valley.

Possiamo dunque dire che proprio come successe nel 2008 la storia si ripete.

  • Da lì si nominò curatore fallimentare la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC)
  • Il 13 marzo, la FDIC, ha annunciato la creazione della Silicon Valley Bridge Bank, NA, una bridge-bank. La banca ponte, quindi, ha come focus quello di continuare a fornire i servizi, le aperture di tutte le filiali, l’online banking, i pagamenti, gli assegni etc. per far sì che continui la regolare stabilità finanziaria riuscendo a garantire la continuità delle operazioni bancarie.

silicon valley

L’ Acquisto da parte della FIRST CITIZENS

  • Nella notte del 26 marzo 2023 si è raggiunto un accordo tra FDIC e la banca First-Citizens (gruppo bancario con sede nel Nord Carolina) nel quale quest’ultima si impegna ad acquisire la banca ponte Silicon Valley Bridge Bank,

Finisce così il breve ma intenso calvario che poteva influire in maniera più che negativa sull’andamento del mercato statunitense, in particolare quello delle Start-Up.

  • Dal 27 marzo ogni filiale della banca ponte aprirà sotto le vesti e il nome di First Citizens. Tale banca si è impegnata ad acquisire l’attivo e il passivo della banca ponte.

Questi dati fanno impressione se si comparassero gli attivi della SBV nel 2022, cioè 167 miliardi, con il valore scontato acquistato da First Citizens, cioè 16,5 mld. Tale acquisizione è sicuramente rilevante se si considera che il gruppo è un grande colosso con attivi di 109 mld e passivi di 89,4 mld e che quindi può garantire sicuramente una stabilità per tutto il sistema bancario, ma anche grande fiducia.

Conseguenze nel mercato mondiale: il caso Shanghai Pudong Development Bank

Il crack della Silicon Valley Bank (SVB) ha creato un effetto domino sui mercati finanziari globali. Nella seguente analisi verrà trattata “l’ascesa” della SVB in Cina con un focus sulla Shanghai Pudong

Development Bank e le conseguenze sul mercato europeo.

  • La banca californiana inizia il suo cammino in Cina nel 2005 per poi “consolidarsi” nel 2
  • Proprio durante quest’anno viene fondata la SPD Silicon Valley Bank (SSVB), una joint venture al 50% tra la SVB e la Shanghai Pudong Development Bank.

La SSVB rappresenta la prima banca che è riuscita ad ottenere una nuova licenza bancaria in 15 anni per l’offerta di servizi onshore e offshore, che ha come principale finalità quella di impegnarsi nel finanziamento dell’innovazione delle start-up cinesi (settore tech).

La Shanghai Pudong Development Bank rappresenta una delle banche statali più importanti della Cina nonché la prima a quotarsi con l’approvazione della Banca centrale e della China Securities Regulatory Commission nel 1999.

  • Nel 2012 la joint venture era l’unica possibilità che aveva una banca di “entrare” in Cina. Ad oggi, invece, risulta possibile la creazione di un’entità bancaria integralmente
  • Infatti, a fine dicembre 2022, la SVB contava circa 209 miliardi di dollari di attività totali e 175,4 di depositi totali, comprensivi dei fondi delle start up cinesi. Non sappiamo con sicurezza quante siano le startup cinesi che hanno usufruito dei conti della SVB. Tra queste spiccano due nel settore delle biotecnologie:
    • Zai Lab, con circa 2,3% dei suoi conti, pari a circa 1,01 miliardi di dollari di liquidità;
    • Everest Medicines, con meno dell’1% di liquidità.

A ciò si aggiunge che nella quasi totalità dei depositi ,contenuti dalla SVB, non era prevista assicurazione, per questo la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), una società del governo che assicura i depositi, ha rilasciato dei certificati di vigenza.

Europa: Filiale britannica

Anche in Europa la SVB rivestiva un ruolo molto importante che nessun’altra banca era disposta a svolgere. Oltre ad occuparsi di venture capital (investimenti in società non quotate in fase start-up con un elevato potenziale di sviluppo), rappresentava una comunità di networking.

  • In Irlanda, ad esempio, la banca aveva programmato attività di investimento per oltre 500 milioni di dollari entro il 2024.
  • Nei Paesi Bassi, invece, si stava dedicando a finanziare le aziende locali.

La Filiale britannica della SVB, istituita nel 2012, ha rappresentato per molto tempo una “fonte sicura” per le varie startup europee attraverso la concessione di finanziamenti, l’apertura di conti correnti e altre attività come la partecipazione allo sviluppo del settore tech nel Regno Unito, mediante i vari finanziamenti per eventi e organizzazioni. La ragione che vedeva la Svb e quindi, di conseguenza, anche la Filiale britannica così importante era legata alla mancanza di fiducia nei tradizionali istituti di credito, i quali, secondo i clienti, non sarebbero in grado di soddisfare le specifiche esigenze del settore tecnologico. Proprio in relazione a ciò Francesca Warner (partner di Ada Ventures) ha dichiarato: “Svb era molto più di una semplice banca. Mi piacerebbe che fosse un’azienda britannica a svolgere questo ruolo, ma in sua assenza ci ha pensato la Silicon Valley e lo ha fatto molto bene”. Considerata l’importanza della SVB Uk nel mercato finanziario europeo, le autorità finanziarie britanniche hanno agito opportunamente alla notizia del fallimento cercando di contenere i danni nel settore tech e di rasserenare i mercati.

Tutto ciò è stato possibile anche grazie all’aiuto sia delle autorità statunitensi sia della Federal Reserve (Fed) che si è impegnata nel prestare, alle altre banche, i fondi necessari per soddisfare le richieste di prelievo dei clienti. Il 13 marzo 2023 la Filiale britannica, SVB UK è stata venduta per un importo nominale di 1 sterlina al colosso bancario britannico, Hsbc Uk Bank, al 10 marzo contava prestiti per circa 5,5 miliardi di sterline e depositi per 6,7 miliardi.

In conclusione

In generale si può dire che il fallimento della Silicon Valley Bank è stato un evento di grande rilievo che ha destabilizzato il mercato finanziario, in particolare quello delle start up tech, però bisogna anche dire che gli interventi correttivi che sono stati presi sono stati sicuramente tempestivi ed efficaci e hanno contribuito a far “rialzare” la SBV, oggi sotto le vesti della First Citizens. Ci auguriamo che un evento come questo non ricapiti, ma oggi sappiamo che ,anche se dovesse capitare, lo stato federale degli USA riuscirebbe con i propri mezzi e con le grandi aziende del mercato statunitense vigilate dalla SEC (securities and exchange commission) a impattare bene il crollo, con il fine ultimo la tutela dei risparmiatori e la stabilità del mercato.

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