Il Colloquio di Gruppo

Colloquio di gruppo
 

A cura di Noemi Di Brango

 

Colloquio di gruppo: come affrontarlo al meglio?

Che tu sia uno studente alle prime armi o un veterano nei processi di recruitment, saprai con certezza che una buona impressione al colloquio individuale è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per assicurarsi l’assunzione nell’azienda dei sogni.

Ogni azienda mette alla prova i candidati con delle prove pratiche: durante il colloquio ti sei dichiarato un grande leader? Hai esaltato le tue capacità di problem solving? Sappi che questo è il momento giusto per dar prova delle tue capacità.

La fase dei “colloqui di gruppo” potrebbe sembrare forse la più ostica, poiché le cosiddette “prove situazioni” sono molte ed estremamente variabili, sia nei contenuti che nelle tempistiche: gli HR Specialist le strutturano alla luce del fabbisogno e delle specifiche competenze richieste dall’azienda, quindi, per potersi preparare al meglio, è necessario conoscere non solo le tipologie di prove più comuni ma soprattutto aver ben presente la vision e i valori dell’azienda per cui si fa application.

 

Le prove dell’assessment

Lo scopo di un colloquio di gruppo è valutare il comportamento e l’attitudine dei candidati in un contesto sociale, attraverso la simulazione di una situazione lavorativa verosimile; la durata dipende dalla complessità strutturale delle prove che, alle volte, arriva fino a 3-4 ore!

 

 

Le prove più comuni possono essere divise in 3 grandi categorie:

 

  1. Leaderless Group Discussion: ai candidati viene assegnato un caso pratico da risolvere in gruppo in un tempo prestabilito. È una prova di natura cooperativa incentrata su temi molto ampi che hanno come scopo quello di creare un dibattito tra i candidati. Se l’obiettivo sembra solo quello di portare a termine il compito raggiungendo un consenso generale, d’altra parte i recruiters osserveranno numerosi aspetti come:
  • Il modo in cui sono articolate ed esposte le opinioni personali
  • La capacità di team working e di leadership
  • Le capacità relazionali, l’ascolto attivo e la gestione dei conflitti
  • Le capacità di negoziazione e problem solving
  1. Role playing di carattere competitivo: a differenza della prova precedente questa ha una natura competitiva.

Ai candidati vengono assegnati ruoli aziendali diversi ed obiettivi talvolta contrastanti, andando ad indagare non solo la gestione dei conflitti ma, principalmente, le capacità di natura negoziale e persuasiva. Sono per antonomasia le prove più utilizzate dai contesti aziendali altamente competitivi.

 

  1. Business Game: molti di voi ne avranno già sentito parlare perché è un gioco di ruolo estremamente utilizzato anche in ambito formativo, sia nelle aziende che nelle scuole In questo caso ovviamente si parla di contesti simulati di natura prevalentemente aziendale, in cui i candidati si confrontano con problematiche manageriali per strutturare un action plan che includa aspetti logistici, di produzione e di marketing. È una prova lunga e complessa che assicura però un ampio coinvolgimento dei candidati, i quali potranno dar prova delle loro competenze tecniche in aggiunta a quelle soft fino ad ora elencate.

 

Qualche tips da tenere sempre a mente

 

 

Studia la job description. È possibile prepararsi anche senza sapere con precisione a quale prova si verrà sottoposti: studiare la job description riportata nell’annuncio e approfondire la mission e la vision dell’azienda, tramite i social e il sito web, ti darà un’idea di quali sono le competenze richieste dall’azienda che probabilmente verranno indagate durante le prove.

 

Approfondisci le tipologie di prove. Se è vero che le prove sono estremamente flessibili è anche vero che le competenze valutate tendono a ripetersi. Sommando lo studio della job description ad un’attenta analisi delle tipologie di prove, durante l’assessment saprai esattamente quali soft skills fare emergere.

 

Fai attenzione all’orologio! Ognuna di queste prove presuppone dei tempi prestabiliti che, proprio come tutto il resto, sono soggetti alla valutazione dei recruiters. Durante la prova quindi fai attenzione al tempo trascorso ed incita i tuoi compagni ricordando le scadenze, alla fine (forse) ti ringrazieranno!

 

Parola d’ordine: proattività. Può sembrare scontato, ma per poter essere valutati bisogna partecipare! Anche di fronte a temi poco conosciuti è importante chiedere delucidazioni e provare a contribuire alla discussione: viene apprezzata l’umiltà ma viene premiata soprattutto la voglia di imparare e mettersi in gioco.

 

Concisione e rispetto. Parla in modo chiaro e conciso, argomenta le tue idee. Il segreto è trovare il giusto equilibrio tra difendere la propria posizione ed essere flessibile: sii sempre rispettoso delle opinioni altrui, poniti in atteggiamento di ascolto ed evita toni polemici.

 

Sii un leader. Avendo un tempo limitato è importante attivarsi sin da subito per strutturare un action plan assegnando ruoli e task. Nel caso vi fossero più figure predominanti è importante evitare il conflitto e ricordare che ci sono differenti aspetti della leadership su cui investire, come ad esempio la gestione della comunicazione interna, il coinvolgimento e la piena partecipazione di tutti i candidati presenti.

 

Ma soprattutto, sii te stesso. Il linguaggio non verbale rivela molto più di quanto si possa pensare, mentire non servirà a molto. Essere sé stessi permette di valorizzare a pieno gli aspetti positivi, mentre essere consapevoli delle proprie debolezze denota un’intrinseca voglia di crescere e migliorarsi.

 

Metti in pratica i consigli, ORA TOCCA A TE!

(Tra le fonti: “Assessment center: dalle evidenze della ricerca alla pratica organizzativa” Consiglio, Tinelli (2019), Franco Angeli editore).

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