Contesto di provenienza

L’8 marzo 2020 il presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte annuncia, a reti unificate, l’inizio del periodo di quarantena per far fronte all’emergenza Covid-19. Dal giorno seguente gli italiani affrontano i primi radicali cambiamenti, modificando il proprio stile di vita e abitudini.

In poco tempo si riformula il modo di intendere i rapporti sociali, il lavoro e la scuola. Applicazioni di messaggistica e videochat ci aiutano a restare in contatto con amici, parenti e colleghi. L’e-commerce aiuta gli imprenditori a mantenere in vita le proprie attività. La scuola sembra essere il settore meno preparato ad affrontare questo cambiamento digitale.

Le applicazioni per permettere la realizzazione della didattica on-line sono scarse, a volte insufficienti. La cultura di una classe digitale è difficile da realizzare nel breve termine. Le istituzioni, colte di sorpresa, si reinventano per porre una rapida soluzione e garantire la continuazione del percorso scolastico e accademico.

didattica on-line

Una scuola on-line: l’e-learning.

L’unica soluzione per far fronte a un distanziamento sociale, impossibile da applicare in un contesto scolastico, è quella di offrire una didattica on-line: l’e-learning.

Scuola e università stringono partnership con aziende impegnate nel settore della telecomunicazione con l’obiettivo di garantire la continuazione della didattica a distanza. Le istituzioni scolastiche continuano le lezioni invitando gli studenti a connettersi ad applicazioni come Meet, Microsoft Team, WeSchool permettendo un collegamento in tempo reale con la classe. Gli sviluppatori di queste applicazioni riformulano la fruizione delle stesse, permettendo a più utenti di collegarsi contemporaneamente.

Il cambiamento è su più fronti: Insegnanti e studenti stessi devono ripensare l’approccio allo studio. Anche il contesto fortemente relazionale della scuola riceve una forte scossa: gli studenti non si trovano più al centro di una classe, ma a casa, spesso in camere con altre persone all’interno. Gli spazi comuni delle case si adibiscono a internet point e cambiano le regole di privacy fra i vari inquilini. Innumerevoli le problematiche psicologiche di questo cambiamento repentino.

didattica on-line

Antecedenti e conseguenze della didattica on-line

Un dato è certo: le lezioni online hanno fatto emergere ancora più chiaramente il divario digitale che logora l’Italia. I dati Istat del 2019 ci confermano che solo il 76,1% delle famiglie italiane ha accesso ad internet. Può sembrare un valore alto ma significa che un quarto degli studenti rimangono estranei alla teledidattica. Gli studenti poveri non hanno i supporti per collegarsi subendo così un’inevitabile esclusione dal tentativo degli insegnanti di mantenere la rete relazionale della classe. L’accesso alla scuola per molti è stato ostacolato anche dalla connessione internet. Non tutti hanno a disposizione connessioni rapide che permettono di seguire senza fastidiose interruzioni le lezioni. Le prime settimane di spiegazioni intermittenti e dialoghi ricchi di incomprensioni forse si superano ma a lungo termine le conseguenze sul benessere emotivo e psicologico potrebbero essere più gravose. Il digital divide acuisce così la crisi del mondo scuola che già persevera da anni.

Lo stress accumulato culmina in richieste d’ascolto e di supporto che un professore si trova a dover colmare. Nel caos di una realtà del tutto nuova, la scuola ha un ulteriore carico. Come non mai, è emersa l’importanza di un approccio psicologico all’educazione emotiva. La scuola è una comunità intessuta di sentimenti ed emozioni che devono essere recepiti e l’emergenza che ci ha travolti ha sottolineato quanto figure formate per il sostegno psicologico siano necessarie ad assolvere questo scopo.

Le vittime di questa trasformazione anti-covid non sono solo gli studenti. Anche i genitori hanno accusato duramente il colpo della scuola on-line. Tra eccessi di compiti e docenti poco preparati alla teledidattica molti si sono ritrovati a ricoprire il ruolo degli insegnati. Tanti fattori che intrecciandosi in maniera complementare hanno incrementato la tensione nelle case.

I prossimi mesi saranno incerti e l’insicurezza su come e quando tornare nelle aule è ancora alta. Tuttavia, molti si sono armati per rendere questa crisi un’opportunità di cambiamento. Lo spinta verso un’approccio più tecnologico e innovativo della didattica ci permette di vedere un bagliore di luce dopo questi mesi complessi.

Didattica on-line

Didattica on-line? Sì, ma con la gamification.

Il futuro da film come “Ritorno al futuro” e “Black mirror” non sembra più troppo lontano. Il Covid-19 ci ha preso alla sorpresa: è vero, ma abbiamo reagito. Se il virus ha colpito fortemente il mondo antico e conosciuto della scuola, la digitalizzazione ha aperto la strada a un nuovo modo di vederla ed intenderla.

L’insegnamento fatto di lezioni frontali e apprendimento mnemonico, deve confrontarsi con l’esperenzialità dettata dal mondo virtuale. L’aggiornamento non può limitarsi alle tecnologie impiegate nella scuola, ma anche alla loro fruizione.

In un mondo in cui il gaming raggiunge vertici di mercato da record, in cui anche i concerti dal vivo vengono ripensati per una fruizione da console, la scuola non può non stare al passo. La gamification ci permette di rendere l’apprendimento esperienziale, così da vivere le situazioni in prima persona utilizzando tutti i sensi. Si parla di “serious game”, ovvero videogiochi applicati a contesti educativi. Si possono affrontare tematiche riguardanti tutti gli aspetti di studio: dal camminare vicino a Dante e Virgilio nella Divina Commedia, al fronteggiare i colpi da fuoco nemici durante la Seconda guerra mondiale.

Insomma, se è vero che il covid-19 ha portato un cambiamento nel mondo di affrontare il mondo scolastico, è vero anche che c’è bisogno di un miglioramento culturale sul tema: didattica on-line? Sì, ma con la gamification!

Cosa ne pensano gli studenti?

 

Didattica on-line

Dati dai sondaggi del profilo Instagram di JESAP

Per avere una risposta a questa domanda abbiamo deciso di chiederlo ai diretti interessati attraverso il nostro profilo Instagram. Capire infatti come alcuni studenti abbiamo vissuto l’esperienza accademica on-line è uno spunto di riflessione interessante. Ci teniamo a precisare che i risultati riportati non hanno validità scientifica, sono risposte a sondaggi che abbiamo costruito nelle storie di Instagram. Abbiamo ipotizzato che i rispondenti rientrassero nella fascia target di studenti universitari.

Dati dai sondaggi del profilo Instagram di JESAP

Dai dati dei nostri sondaggi emerge come il 65% dei rispondenti (su 49 risposte totali) sia stato soddisfatto della didattica-online. Solo 19 persone (su 51) hanno riscontrato problemi a seguire le lezioni online. Infatti, il 75% dei rispondenti dichiara di essere disposto ad utilizzare la teledidattica anche in futuro. Infine, la maggioranza dei rispondenti ritiene di preferire una modalità mista, che integri sia lezioni online sia in presenza, per il prossimo anno accademico.

Dati dai sondaggi del profilo Instagram di JESAP

Date le forti instabilità che la situazione attuale ci riserva, siamo davvero curiosi di conoscere la strada che scuole ed università decideranno di percorrere. Sperando che sia la migliore possibile per il futuro di tutti gli studenti.