I numeri della plastica sono impressionanti. Dagli anni 50 ad oggi gli esseri umani hanno prodotto oltre 8 miliardi di tonnellate di plastica. Le associazioni ambientaliste che monitorano i nostri mari stimano che ogni minuto si riversi un camion pieno di prodotti monouso negli oceani.

a che punto è roma con il plastic free?

Fonte: plastic free onlus

La plastica in mare non solo contribuisce alla scomparsa di preziosi organismi viventi, riducendo la biodiversità, ma influisce anche direttamente sulla nostra salute. Secondo uno studio dell’Università di NewCastle ognuno di noi ingerisce 5 grammi di plastica a settimana: è come se mangiassimo una carta di credito ogni lunedì. Gli studiosi ora stanno cercando di capire quali siano nello specifico i problemi causati al nostro organismo dalle particelle plastiche, ma indubbiamente gli effetti che queste hanno sulla salute sono negativi. 

Come sta andando con il plastic free in Italia?

Di fronte al devastante impatto che la plastica ha sull’ambiente e sulla nostra salute, il plastic free è diventato un obiettivo da raggiungere il prima possibile. L’anno scorso il Parlamento europeo ha approvato una direttiva che prevede l’abbandono della plastica monouso entro il 2021. Il recepimento di tale norma in Italia è già iniziato. Sempre più brand stanno cercando di prepararsi all’abbandono di cannucce, bottiglie, cotton fioc, cercando di rivoluzionare il package dei propri prodotti. 

All’interno dell’UE l’Italia si è distinta in realtà per l’efficacia del meccanismo di riciclo, ma questo non basta più: la plastica deve essere eliminata il più possibile dalla quotidianità. Sono numerose le amministrazioni, sia di piccoli comuni che di grandi città, che negli ultimi due anni si sono mosse verso il plastic free.

A che punto è Roma con il plastic free?

Sebbene Roma non figuri tra le città più ecologiche d’Italia, né tanto meno d’Europa, nell’ultimo anno si sono fatti dei passi avanti. Un giovane imprenditore che vuole avviare un suo business nella capitale deve tenere conto della tematica ambientale, ed evitare il più possibile l’uso di plastica monouso. 

L’amministrazione ha promosso il plastic free prima di tutto all’interno degli istituti scolastici, per sensibilizzare gli studenti alla tematica ambientale fin dall’infanzia. Il primo istituto della capitale ad abbandonare la plastica è stato l’IC di Via Baccano, a Saxa Rubra. Lo scorso settembre il Campidoglio ha poi avviato una sperimentazione per rendere plastic free 15 diversi istituti per l’infanzia

Altra celebre iniziativa per promuovere il riciclo della plastica, in una città che ha dimostrato di avere diversi problemi nello smaltimento dei rifiuti, è stata quella che ha riguardato la metropolitana. In alcune stazioni era stata prevista la possibilità di inserire le proprie bottiglie di plastica ed ottenere in cambio un credito sul biglietto per il viaggio. L’iniziativa è più che altro simbolica, ma manifesta sicuramente l’intenzione di andare verso una città il più vicina possibile alla tematica ambientale. 

Il plastic free è arrivato anche dentro Montecitorio, dove da ormai un anno è stato abbandonato l’uso di bottiglie di acqua monouso attraverso l’installazione di erogatori plastic free. 

Alcuni business romani si sono già adattati

Quando valutiamo a che punto è Roma con il plastic free, non possiamo ignorare una serie di esempi virtuosi che provengono soprattutto dal settore della ristorazione

Secondo un sondaggio di Vice, su 400 ristoranti romani visitati, più di 100 sono totalmente plastic free. La maggiore attenzione dei ristoratori all’uso di plastica monouso, soprattutto nelle consegne e nell’asporto, nasce da una particolare attenzione dei clienti. Questi dati ci dicono insomma che un romano preferisce tendenzialmente un locale che usa materiali alternativi, riciclabili, incoraggiando gli imprenditori della città a costruire business sostenibili

Si diffondono sempre più anche i negozi alla spina, che permettono di fare spesa evitando totalmente i package in plastica. Si tratta di un settore che è ancora in via di sviluppo in Italia, e che per ora riguarda solo le grandi città. A Roma troviamo mercati, empori, ed erboristerie che seguono questo modello. La spesa sfusa sembra essere sulla strada giusta per diventare un vero e proprio trend nei prossimi anni. 

Altro caso di business romano rigorosamente plastic free è quello di Maestro Production. Questa società di produzione si occupa di serie tv, videoclip musicali, pubblicità e film, utilizzando set totalmente plastic free. Tra gli artisti che si sono rivolti alla Maestro Production per i loro singoli ci sono Achille Lauro, Tommaso Paradiso, Coez, Gemitaiz e Madman, Aiello, Salmo, Elisa, Carl Brave e tanti altri. 

Il mondo sta diventando sempre più plastic free: unisciti al cambiamento.